CENNI STORICI GENERALI


Il comune di Baragiano ha origini antichissime, il primo insediamento risale al VI-V sec a.C., posizionato tra due fiumi affluenti del Platano, la posizione risultò strategica, fu infatti centro principale dell’antica tribù lucana dei Peuketiantes, che occupavano l’area nord-occidentale dell’attuale Basilicata. Prova della centralità dell’antica Baragiano è il ritrovamento in località Santissima Concezione della “Tomba del Basileus”, i resti del re dei Peuketiantes, nel corredo funebre sono presenti armi greche e vasi greci con rappresentazioni mitologiche. La presenza di materiale greco testimonia gli scambi commerciali tra le popolazioni presenti nell’attuale Mezzogiorno d’Italia. Sull’origine del nome della comunità sono state formulate due ipotesi, la prima è che si richiami “l’ara di Giano”, ossia un altare dedicata al dio latino Giano i cui resti sono stati rinvenuti nei pressi del paese, la seconda, avanzata dallo storico lucano Giacomo Racioppi, è di derivazione medievale, da “barragium”, il diritto di passaggio da riscuotere dalle greggi che venivano condotte nel foggiano. L’attuale centro storico è di origine medievale, come conferma un documento del 1124, che dimostra il possesso del feudo di Baragiano da parte del principe longobardo Landolfo, Successivamente Baragiano è passata nel controllo di diversi signori feudali, i De Sangri, gli Alagno, i De Frisco, i Rendone, gli Arcella o diversi rami dei Caracciolo fino alla fine della feudalità nel 1806. La comunità rivestì un ruolo di primo piano nell’insurrezione lucana del 1860, il 21 giugno proprio a Baragiano si istituì il Comitato Centrale Insurrezionale Lucano, organo formato da un direttivo di nove componenti e diversi delegati, questi avevano il compito di girare nei comuni della provincia e organizzare i comitati locali per raccogliere fondi e armi. L’obiettivo era di marciare su Potenza e costituire un governo provvisorio di appoggio ai volontari di Garibaldi, inoltre si voleva prevenire la raccolta dei militari borbonici nelle aree di passaggio verso Napoli. Per fare ciò, il presidente del Comitato Carmine Maria Senise organizzò tutto il movimento rivoluzionario costruendo la logistica degli altri comitati locali. La Basilicata, così, è divisa in 12 “sottocentri”. La rete capillare si organizzò in maniera quasi geometrica, con a capo di ogni singola maglia personaggi dotati di comprovata esperienza e capacità, tra cui il Senise stesso. Il 18 agosto 1860, così, tutte le truppe dei vari comitati, compreso quello di Baragiano, conversero su Potenza annichilendo in breve tempo la resistenza borbonica. Come già anticipato, questa azione ha segnato un punto fondamentale per l’Unità d’Italia. A livello militare, infatti, ha facilitato lo sbarco e l’azione di Garibaldi al fianco del quale ha combattuto con gran coraggio anche il popolo di Baragiano. A livello diplomatico, invece, è stato utile a Cavour per giustificare agli occhi dell’Europa l’intervento delle truppe sabaude nel meridione a favore dell’Unità D’Italia. Nel 1861, il borgo lucano si è ritrovato sotto il giogo dei briganti di Saverio Cerbasi, detto Spaventa, i quali portarono il panico tra le vie del paese. Nonostante la fame e la miseria, il popolo di Baragiano ha lottato eroicamente resistendo fino all’arrivo delle truppe regolari del neoformato regno italico.

CASTELLO:


Nel punto più alto del paese sorge un maestoso palazzo, noto localmente come “castello”, si tratta chiaramente del palazzo feudale che ha ospitato i vari signori locali che si sono susseguiti nei secoli. Costruito con grandi massi di pietra arenaria che provenivano dalle antiche mura di cinta come testimoniano le scritte incise sui blocchi in alfabeto greco. Attualmente non esistono torri o mura merlate. Il palazzo baronale viene nominato nel catasto onciario del 1741, risulta di proprietà del principe di Torella ed è già in cattive condizioni perché viene descritto vacante e diruto. Era circondato da un giardino. Inoltre si trovano elencati lavori da realizzare per la sistemazione del soffitto delle camere del palazzo, la sistemazione di solai. Sembrerebbe comunque che fungesse da magazzino per derrate alimentari. Tutto questo fa supporre che quello che rimane oggi potrebbe essere parte di un castello medievale, caduto in rovina nei secoli passati per incuria dei suoi proprietari e in seguito abbia subito dei lavori di restauro che ne hanno modificato l’aspetto originale. Attualmente ha subito nuovi lavori di restauro a causa dei danni riportati nel terremoto del 1980.

TERRAZZE PANORAMICHE:


Dietro la chiesa dell’Immacolata Concezione sono situati degli spazi attrezzati su vari livelli che permettono una vista ampia e suggestiva dell’area circostante Baragiano. Da qui, in uno scenario naturale mozzafiato è possibile scorgere i paesi di Muro Lucano, Castelgrande, Bella, Avigliano, Ruoti, tutti i colori della vallata del Marmo Platano fino a quando lo sguardo si perde sulle catene montuose che dividono la Basilicata dalla Campania. I ritrovamenti archeologici adiacenti a questo luogo ci fanno capire che in epoca arcaica le famiglie aristocratiche più importanti avevano fissato qui le loro dimore perché così potevano avere sotto controllo visivo a 360° gli avvenimenti che succedevano nel circondario. Sono meta preferita dai Finlandesi che periodicamente visitano Baragiano.

MONUMENTO AI CADUTI:


Perenne ricordo delle giovani vite tragicamente scomparse nei due conflitti mondiali, il comune di Baragiano con una solenne cerimonia tenuta il 4 novembre 1986, pose in piazza Plebiscito il monumento ai Caduti. Realizzato in marmo bianco raffigura un soldato che sostiene la propria bandiera con tutte le sue energie, con lo sguardo rivolto in alto verso il vessillo a ricordare a tutti che la Patria è un bene da amare e rispettare e da difendere anche a costo di sacrificare la propria vita. Sulla base dove è poggiato il monumento sono riportati i nomi dei Caduti e Dispersi e si può leggere la seguente scritta: “AD IMPERITURO RICORDO LA CITTADINANZA DI BARAGIANO POSE IL 14 NOVEMBRE 1986 L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE”

CHIESA MADRE SANTA MARIA ASSUNTA:


Da sempre principale luogo di culto della comunità è anche detta di “mezzagosto” come risulta chiamata nel “LIBER RENATORUM QUARTUS”, nacque come chiesa ricettizia ossia fondata e di proprietà dell’Università (comune), la quale provvedeva alla sua manutenzione ordinaria con una somma fissa e alla manutenzione straordinaria con somme stanziate al momento. Le chiese ricettizie furono esentate fino al 1741 da imposte e dopo di questa data furono gravate soltanto dalla metà delle tasse. Con il passare del tempo le sue rendite tendono progressivamente a mancare. La chiesa si presenta all’esterno con una facciata lineare. Nella parte superiore sono presenti due finestre laterali e al centro una nicchia nella quale è raffigurata la Madonna dell’Assunta. L’interno presenta un’unica navata. Nell’abside, al di sopra dell’altare, è collocata su di una mensola la statua della Madonna dell’Assunta. Sul presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano di calpestio è collocato il nuovo altare. Esternamente sul lato est trova collocazione il campanile con un livello di finestre monofore sui tre lati e due livelli su quattro lati.

CHIESA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE:


È posta nella parte più bassa del paese è la sua origine è avvolta nel mistero. È situata nella zona chiamata San Nicola e questo lascerebbe supporre l’esistenza di un’antica chiesetta dedicata al santo di Mira e oggi scomparsa oppure probabilmente il titolo di Immacolata Concezione sarebbe subentrato a quello di San Nicola. Nell’archivio parrocchiale di Baragiano essa è nominata per la prima volta nel 1779 all’8 dicembre quando vi fu celebrata una messa. La chiesa si presenta all’esterno con una facciata lineare caratterizzata dalla presenza di un portale in pietra e nella parte superiore due finestre e un campanile a vela. Al suo interno un’unica navata. Nel presbiterio è collocato l’altare maggiore secondo l’uso pre Concilio che in origine era collocato nella chiesa di S. Maria Assunta. Inoltre, sul presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano di calpestio è collocato il nuovo altare.

CHIESA DELLA BEATA VERGINE DEL CARMINE:


Il vescovo Bertazzoni, fin dalle prime visite pastorali a Baragiano, si rende conto della nuova realtà che si stava sviluppando intorno a Baragiano scalo, e non nasconde la sua sofferenza nel constatare l’abbandono spirituale in cui vivevano tanti suoi abitanti, costretti a salire in paese per poter ascoltare la santa messa, e già nel 1937 pensa all’istituzione di una nuova comunità parrocchiale. Un giovane sacerdote, con incarico di economo spirituale di Baragiano, fu mandato con l’impegno di aver cura degli abitanti dello Scalo, in attesa della costruzione di una chiesa, nel 1954 iniziarono i lavori che durarono tre anni. La chiesa si presenta con una facciata molto lineare quasi priva di ornamenti che le conferiscono un aspetto molto sobrio e moderno. L’ingresso, situato sulla strada, presenta un portale realizzato con mattoni pieni impreziosito da una maiolica che rappresenta la Madonna alla quale la Chiesa è dedicata. Sempre la facciata è decorata da un rosone con una vetrata multicolore che forma il disegno di una colomba che rappresenta lo Spirito Santo. Dietro il massiccio portone in legno è situata la porta interna caratterizzata da decorazioni che ricordano simboli religiosi. Soprastante la porta interna vi era collocata una statua della Madonna. Al suo interno un’unica navata. Sul presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano di calpestio è collocato l’altare dietro al quale un Crocifisso. Sono presenti, inoltre, alcune nicchie dove sono deposte le statue della B.V. del Carmine e del S.S. Cuore di Gesù. La luce all’interno dell’aula è assicurata da ampi finestroni con vetri decorati da simboli religiosi. Esternamente sul lato est trova collocazione il campanile, in calcestruzzo armato ed inaugurato nel 1993, con un livello di finestre monofore sui tre lati, un livello di finestre bifore su quattro lati e un ultimo livello di finestre trifore su quattro lati. Alla sua sommità è situato un orologio.

CAPPELLA DI SAN ROCCO:


La data di edificazione di questa cappella, con buone probabilità, si può riportare al secolo XVI, quando si è diffuso nel Meridione il culto verso il Santo di Montpellier. La chiesa si presenta all’esterno con una facciata composta da un timpano a parapetto con un campanile a vela. Una ceramica è situata tra il portale e il cornicione che rappresenta San Rocco e reca incise queste parole: “S. ROCCO PROTETTORE PREGATE PER NOI – A DIVOZIONE DI T. PACELLA AMERICA 1935”. Al suo interno un’unica navata, entrando a destra si notano una statua lignea di Sant’Antonio del XVI secolo e l’affresco di San Francesco d’Assisi, una riproduzione del Murillo realizzato nel 1922 dal pittore Vincenzo Imparato. Dello stesso artista si possono ammirare nel presbitero gli affreschi dell’Addolorata e di Santa Giovanna d’Arco venuti alla luce durante il recente restauro. All’abside è appoggiato un dossale in muratura con applicazioni in oro di gusto neo-classico. Vi sono tre nicchie incorniciate che racchiudono le statue di S. Vito, S. Rocco e Santa Lucia. L’altare maggiore, in pietra di Pescopagano, ha la custodia in pietra con porticina del tabernacolo insieme a volute laterali e paliotto dorati. Sul presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano di calpestio è collocato il nuovo altare.

CHIESA DELL’ANNUNZIATA:


La chiesa, risalente al XV secolo, è la più antica di Baragiano e rappresenta il centro della devozione degli abitanti del borgo. La chiesa si presenta all’esterno con una facciata lineare caratterizzata dalla presenza di un portale in pietra ad arco, nella parte superiore due finestre monofore e un campanile a vela. Al suo interno un’unica navata nel cui fondo è collocato l’altare maggiore secondo l’uso preConcilio al di sopra del quale è posizionato il gruppo statuario della Vergine Annunziata e dell’Arcangelo Gabriele risalente al XVI sec., incastonato in una cornice lignea. Sul presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano di calpestio è collocato il nuovo altare. Sulla sinistra dietro l’altare si apre una porta, che una volta immetteva nei locali del conventino tenuto dai padri conventuali, e rimane oggi l’unico cimelio di una piccola comunità religiosa che ha officiato la chiesa dell’Annunziata fino al 1652, data della soppressione delle piccole comunità voluta dal papa Innocenzo X. Nel 1965 sono state scoperte delle pitture all’interno, una rappresenta la Madonna del Carmine ritratta a mezzo busto con il Bambino in braccio e lo scapolare. Ai loro piedi in ginocchio ci sono due santi di cui uno si riconosce in San Simone Stock. Al di sotto c’è un’iscrizione che ricorda il restauro della cappella fatto nel 1686 dai muratori Domenico e Sabato di Cocina, mentre il pittore Sabato De Nigris di Tito dipingeva l’affresco, nell’altro c’è sempre una Madonna con Bambino ma è impossibile decifrare i santi raffigurati. Ogni lunedì dell’Angelo la chiesa è al centro del rito del “PASSAGGIO DELLA SPINA” le cui origini sono legate all’arrivo di comunità albanesi nel XVI sec.

SITO ARCHEOLOGICO LOC.FONTANELLE, ANTICHE MURA:


Presso località Fontanelle nel comune di Baragiano sono stati rinvenuti i resti di un antico insediamento risalente al IV-III sec. a.C. La struttura muraria è costituita da blocchi in arenaria parallelepipedi, ben lavorati, messi in opera quadrata; su alcuni di essi ci sono segni di cava. La cinta, distrutta in buona parte per la presenza dell’abitato moderno, doveva estendersi lungo le pendici occupate dal centro moderno e sui versanti del vicino altopiano di Braida. Numerosi blocchi sono stati riutilizzati in edifici del centro urbano e in edifici rurali limitrofi, come si può riscontrare dalle iscrizioni sulle mura del palazzo feudale e della chiesa dell’Annunziata.

TOMBA DEL BASILEUS:


In località Toppa Sant’Antonio nel comune di Baragiano è presente un’area archeologica di vaste dimensioni i cui ritrovamenti sono risalenti a vari secoli, dall’VIII sec. a.C. al V sec. a.C. Tra i vari reperti spicca la tomba del re della tribù lucana dei Peuketiantes, datata al VI sec. a.C. Questa tribù aveva la peculiarità di inumare i defunti in posizione fetale. Il corredo funerario del Basileus era composto di vari oggetti tra cui armi e vasi greci con rappresentazioni delle storie mitologiche di Teseo, Eracle e Dionisio. Questi ritrovamenti risultano fondamentali per la ricostruzione storica degli scambi commerciali tra le tribù lucane dell’interno, le città magno-greche della costa ionica e quelle etrusche della fascia tirrenica. Il sito di Baragiano era posto in una posizione strategica rispetto alle antiche rotte commerciali, sul pianoro tra due affluenti del fiume Platano. Attualmente l’area ospita l’Archeoparco del Basileus, un parco archeologico con un percorso che spiega con l’ausilio di materiale multimediale la storia del sito.

PALAZZO IURA:


dimora della locale famiglia gentilizia degli Iura, è un luogo di grande interesse architettonico nel cuore del centro storico di Baragiano. Interessante il portale esterno, simbolo della grandezza del casato, lo stile architettonico è quello tipico delle residenze nobiliari del sud Italia. All’interno ampi saloni si alternano a stanze un tempo riccamente arredate.

PALAZZO VENETUCCI:


Il palazzo è un’antica dimora nobiliare della famiglia baragianese dei Venetucci, influenti tra il XVIII e il XIX sec., edificato nel punto più alto del centro storico. La struttura architettonica è tipica delle residenze signorili del sud Italia. All’interno ampi saloni si alternano a stanze un tempo riccamente arredate. Negli anni il palazzo ha subito varie ristrutturazioni per preservare la struttura e l’importanza storica che tuttora conserva. Di grande interesse il portale che vuole simboleggiare la grandezza del casato.

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